L'influenza dei Romani nelle Langhe ha lasciato tracce evidenti come l'uso della cantina interrata ideata per evitare dannose escursioni termiche, ma anche la botte in legno che i Capitolini avevano importato dalle popolazioni retiche in sostituzione dei recipienti in terracotta. La storia ci insegna che in questa terra vocata, come peraltro in tutto il mondo, le fortune della produzione vinicola seguirono fasi alterne, sino alla venuta di Carlo Alberto che pare gradisse il rinomato vino prodotto dal marchese Carlo Tancredi Falletti, signore di Barolo. Gli aneddoti, forse un po' romanzati, narrano di ben 30 carrà omaggiati al re, ma sono soprattutto la testimonianza di quanta storia e tradizione ci sia alle spalle di uno dei più aristocratici vini del mondo. Si tratta appunto del Nebbiolo, vitigno principale da cui si ottiene il Barolo prodotto in ben 11 comuni nella Langa. A rendere così unico questo vino sono certamente il terreno, ma sicuramente anche il clima freddo e temperato, caratterizzato da diversi agenti atmosferici: pioggia, sole, secco, nebbia, brina, rugiada. Tutto, e naturalmente anche l'abilità dei produttori, contribuisce a rendere unico questo nettare di Bacco, di cui anche i francesi parlano con rispetto e ammirazione e che ha ottenuto nel 1966 la Doc e nel 1980 la Docg. Il suo colore rosso, diventa anche granato, aranciato...